Uno spazio per tornare a parlarsi davvero

Terapia di Coppia

Quando l’amore non basta a capirsi

Ci sono coppie che litigano ogni giorno e coppie che non litigano mai — e la distanza, a volte, è la stessa. Le discussioni che tornano identiche da anni, i silenzi che si allargano, la contabilità dei torti tenuta a mente, la sensazione di vivere accanto a qualcuno che non si riconosce più. E da qualche parte, intatto e doloroso, il ricordo di quando era diverso.

La terapia di coppia è uno spazio protetto in cui al centro torna il legame — non l’uno o l’altro. Non è un tribunale in cui stabilire chi ha ragione, né un arbitrato in cui contare i punti: è un luogo con delle regole, guidato da una terza persona che non prende le parti di nessuno, dove diventa di nuovo possibile dirsi le cose — anche quelle difficili — e soprattutto ascoltarle.

Non si tratta di “parlarne davanti a qualcuno”: la terapia di coppia è un intervento psicoterapeutico strutturato, con metodi propri e una letteratura scientifica consolidata.

Per chi è pensata

Ogni coppia arriva con una storia diversa. Queste sono le tre porte da cui si entra più spesso.

Coppie in crisi aperta

Quando c’è stato un evento che ha rotto qualcosa — un tradimento scoperto, una bugia importante, una decisione presa da soli — o quando il conflitto non si spegne più e brucia tutto ciò che tocca.
Il percorso è uno spazio per:
🌱 Contenere l’emergenza — dare al conflitto una cornice, perché smetta di dilagare in ogni stanza della vita
🌱 Capire cosa è successo davvero — leggere la crisi non solo come una colpa, ma come il sintomo di qualcosa che chiedeva ascolto da tempo
🌱 Ricostruire la fiducia — dove è possibile: con pazienza, con verità, senza fingere che nulla sia stato
🌱 Decidere con lucidità — senza lasciare che siano la rabbia o la paura a scegliere per voi

Coppie che si sono allontanate

Nessuna esplosione, nessun evento da raccontare: solo una distanza cresciuta piano, fatta di routine, di conversazioni ridotte alla logistica, di un’intimità che si è spenta senza che nessuno se ne accorgesse.
Il percorso è uno spazio per:
🌱 Rompere la routine dei silenzi — tornare a farsi domande vere, non solo “chi passa a prendere i bambini”
🌱 Ritrovare l’intimità — quella emotiva e quella fisica, che di solito si spengono e si riaccendono insieme
🌱 Tornare a essere una coppia — e non soltanto una squadra organizzativa che funziona: genitori impeccabili, partner in pausa
🌱 Ridare parole ai bisogni — i propri, e quelli dell’altro che non si sentono più

Coppie davanti a una scelta

Quando la domanda non è più “come stiamo” ma “restiamo?”. Quando uno dei due — o entrambi — ha cominciato a immaginare una vita diversa e non sa se dirlo, come dirlo, cosa farne.
Il percorso è uno spazio per:
🌱 Pensare l’impensabile — dentro una cornice che regge il peso della domanda, senza precipitare la risposta
🌱 Separarsi meglio, se è questa la strada — con rispetto per ciò che è stato, soprattutto quando ci sono dei figli
🌱 Chiudere senza distruggere — perché si può smettere di essere una coppia senza smettere di essere persone che si sono volute bene

Accolgo ogni coppia: sposata, convivente o né l’una né l’altra cosa, dello stesso sesso o di sesso diverso, con figli o senza, insieme da due anni o da trenta.

Quando può essere utile la terapia di coppia

Non serve essere sull’orlo della separazione per chiedere aiuto. Anzi: prima si arriva, più strade restano aperte.
🌿 Comunicazione bloccata — le stesse discussioni che tornano identiche, o silenzi che durano giorni
🌿 Fiducia ferita — un tradimento, una bugia, un patto rotto: dichiarato o implicito che fosse
🌿 Distanza e intimità spenta — la sensazione di essere coinquilini organizzati più che partner
🌿 Conflitto cronico — litigare per tutto, anche per niente, seguendo un copione che si ripete sempre uguale
🌿 Transizioni della coppia — l’arrivo di un figlio, il nido che si svuota, un lavoro che cambia la geografia della famiglia
🌿 Famiglie d’origine ingombranti — confini fragili, lealtà divise, interferenze che pesano sul legame
🌿 Progetti che divergono — un figlio sì o no, dove vivere, come immaginare i prossimi dieci anni
🌿 La domanda se restare — quando uno di voi, o tutti e due, ha cominciato a chiederselo davvero

Una nota importante: quando in una relazione c’è violenza, la terapia di coppia non è lo strumento indicato. In quel caso il primo passo è un colloquio individuale, per costruire prima di tutto un percorso sicuro.

Se vi riconoscete anche solo in una di queste situazioni — o se per ora è soltanto uno di voi a riconoscersi — può essere il momento giusto per parlarne in un primo colloquio.

Come funziona un percorso di terapia di coppia

Anche il lavoro con le coppie ha una struttura, con fasi riconoscibili. Ecco come si sviluppa, passo per passo.

1️⃣ Il primo colloquio
Venite insieme. Mi raccontate cosa vi ha portati qui — ognuno con la propria versione, ed è giusto così — e io vi spiego come lavoro. Alla fine capiamo se questo spazio può esservi utile. Nessun impegno: se sentite che non è il momento, è giusto poterlo dire. Anche in due.

2️⃣ La storia della coppia
Nei primi incontri ricostruiamo la vostra storia: come vi siete scelti, cosa vi ha tenuti insieme fin qui, quando qualcosa si è inceppato. Non si parte dalle colpe: si parte dalle risorse — quelle che vi hanno fatto diventare una coppia.

3️⃣Gli obiettivi condivisi
Definiamo insieme cosa vorreste che cambiasse. Obiettivi della coppia, non di uno contro l’altro: è il primo esercizio di alleanza, e spesso è già terapia.

4️⃣ Il lavoro sul legame
È il cuore del percorso: riconoscere il copione che si ripete, ascoltare i bisogni che si nascondono sotto la rabbia o sotto il silenzio, sperimentare — prima in seduta, poi a casa — modi nuovi di parlarsi e di rispondersi.

5️⃣ La verifica e la chiusura
Consolidiamo i cambiamenti e verifichiamo che tengano nella vita di tutti i giorni. Una buona terapia di coppia lavora per rendersi inutile: si chiude quando il legame cammina da solo.

“In seduta i pazienti non sono due, ma tre: tu, l’altro, e il legame che vi tiene insieme. È del terzo che mi prendo cura”

— Dott.ssa Barbara Bandinelli

Il mio metodo nel lavoro con le coppie

Anche nel lavoro con le coppie restano validi i principi che guidano tutto il mio approccio:

Nessun giudice nella stanza

Non sono lì per stabilire chi ha ragione, e non tengo il punteggio. Sto dalla parte di entrambi — che è l’unico modo serio di stare dalla parte della coppia.

Uno spazio con regole chiare

In seduta ognuno ha il suo tempo e la sua voce. Il conflitto può entrare, ma dentro una cornice che lo rende dicibile: nessuno esce dalla stanza nel ruolo del cattivo della storia.

Nessun esito prestabilito

Questa non è una terapia “per restare insieme a ogni costo”: è uno spazio per scegliere con verità. E quando sotto la crisi emergono ferite individuali che pesano sul legame — un trauma, un lutto rimasto in sospeso — può essere utile integrare un lavoro personale, anche con l’EMDR.

HAI DUBBI?

Domande frequenti sulla terapia di coppia

Le risposte alle domande che mi vengono poste più spesso da chi pensa a un percorso in due.

Succede spesso, e non è un buon motivo per rinunciare. Il primo colloquio puoi farlo anche da solo: serve a orientarti, e a volte è proprio il passo di uno a incuriosire l’altro. La terapia di coppia vera e propria richiede entrambi — ma sulla relazione si può lavorare anche in un percorso individuale.

No. La stanza della terapia non è un tribunale e io non faccio il giudice: il mio compito è aiutarvi a vedere il copione che vi intrappola, non a vincere la discussione. Se cercate qualcuno che dia ragione a uno dei due, posso solo deludervi — entrambi, equamente.

No. Serve a scegliere con lucidità. A volte l’esito è ritrovarsi; altre volte è separarsi in un modo più umano — ed è un esito altrettanto degno, soprattutto quando ci sono dei figli che guardano come vi trattate.

Dipende dalla situazione e dagli obiettivi. Gli incontri di coppia hanno spesso una cadenza più distesa rispetto ai percorsi individuali. Dopo i primi incontri sarà possibile darvi una stima orientativa, da verificare strada facendo.

Sì. La terapia di coppia si può svolgere in videochiamata — dalla stessa stanza o, se la distanza è parte del problema, anche da due schermi diversi. È una possibilità concreta se vivete lontano dall’Ogliastra, o se per ora siete una coppia a distanza.

Tutto ciò che condividete è tutelato dal segreto professionale (art. 11 del Codice Deontologico degli Psicologi) e i vostri dati sono trattati nel rispetto del GDPR. E la riservatezza vale anche dentro la coppia: eventuali colloqui individuali avvengono in una cornice di trasparenza concordata prima, insieme.

Iniziamo insieme

Chiedere aiuto in due non è ammettere una sconfitta: è la prima cosa che tornate a fare insieme dopo tanto tempo.

Il primo colloquio è uno spazio di conoscenza reciproca, senza impegno: serve a capire insieme se questo può essere lo strumento giusto per voi.

Scegli il canale che preferisci. Rispondo personalmente a ogni messaggio, di solito entro 24 ore nei giorni lavorativi.